Eterna donna
Eterna donna,
nei tuoi occhi
affondo le mie radici,
dalle tue labbra
vedo nascere il sole,
e sul tuo viso
leggo ogni verità.
Eterna donna,
osservo il tuo misterioso sorriso;
osservo il fuoco
che ti circonda;
osservo l'acqua
che ti bagna;
osservo la dolce bellezza
del tuo animo,
persa nel profumato
ramo di mimosa.
Eterna donna,
volgi il tuo sguardo,
e fondi i tuoi occhi ai miei
in un'unica melodia
d'amore.
Piccola luna
Discendi su questa mia anima scura,
piccola luna, illuminala con
quei tuoi improvvisi sorrisi, con
quegli occhi grandi, sinceri, curiosi
di sapere se durerà ancora questo
passeggiare allegro e spensierato
in un'età che non busserà al tuo
piccolissimo cuore un'altra volta.
Immagino, già, i giorni in cui farai
soffrire uomini e poeti, e la tua fresca,
acerba bellezza tormenterà le loro notti,
i loro versi che ti renderanno più bella
vestita solo da quelle parole così
lontane........così vere!
Com'è facile la vita a tre anni,
quando ancora non si conosce la
parola amore, e quando non si è scoperta
l'ingannevole illusione del cielo.
Coperta tristezza
Coperta tristezza
dal tuo ricordo infranta,
vago avendoti nel cuore,
alternando innaturali furie
a docili deliri. Mi vorrei
liberare di tanta solitudine,
ma carnale è il dolore
che dentro germoglia
e non si scalfisce con qualche
manciata di poesia edulcorata.
Verrà la stirpe a sorreggere il pianto!
Vagheggiare
...e aprì i miei
stanchissimi occhi
verso orizzonti
sconosciuti, valli desolate
ove, raminga, la tua ombra
vagava in cerca della
mia aspra malinconia...
Eros distratto
Ama quel tuo non amarmi
il mio amare dissennato.
Perso il senso del patimento
e la misura dell'indifferenza astuta,
non ebbi altro rimedio
se non quello di abbandonare
il cuore sul ciglio della strada.
A te, ogni giorno, indirizzo
enigmi d'amore disciolti in sussurri,
non te ne accorgi e sospiri aspettando
qualcuno che t'ami. Ed io?
Al freddo di abissi d'ametista
scrivo, e il tratto è tremolante
rivolo di sangue. Tu lì, io qui!
Forse non ero che tenebra per il tuo cielo di sole.
Idi di marzo
Hai sguinzagliato tutti i demoni
del mio cuore le paure, i tormenti,
le livide insicurezze, le ombre,
gli anfratti scuri sono tornati ad affollare,
rabbiosi strozzare, il fioco respiro ansimante.
Ero colonna di fumo a tenermi fermo
durante l'impietosa flagellazione
che per me hai voluto. Sei come candela
conficcata nella lacerata malinconia,
esanime mi vedo trafitto con spilli di cera sciolta,
sacrificato all'ultima floreale crocifissione.
Sei fiamma che danza, esplodendo e ritraendo
i rossi tentacoli, violenta batti le ore
con pesanti rintocchi e sibili
senz'altri sospiri se non di fuoco.
La tua foto, immagine divorata dal dolore,
riempie di vento il vuoto che m'hai regalato,
così anche questo sdrucito fiato di luna
si trascina piano verso la tua lama notturna.
Non chiederti più chi è il poeta, non esiste,
è una bugia, è un volto, un dubbio, un fulmine
a cui manca la tempesta, è solo un soffio capace
di spazzare via il cielo. Aspettavamo la primavera,
ma nerissimi filamenti di nubi ci trapassano di pioggia.
Fra i suoi sogni
Inventami il prato su cui dormirai
ed il tepore dell'estate
al quale t'abbandonerai;
inventami la notte, manto di velluto,
di stelle germogliata: sarà lenzuolo
che tutta nel sonno t'avvolgerà.
Il tempo allora parrà ruscello
che il corso suo ha smarrito,
sentirai stormi di sogni
su acquerellate ali di farfalla
giungere e dopo svanire.
Inventami petali che di rose e di gigli
ti copriranno, inventami culle coi tuoi baci
perché non infligge pena il pianto
ma è pioggia disciolta in un lamento.
Inventami il tuo profumo,
l'acqua e la terra a cui voglio affidarlo.
Inventami le nostre mani,
le profondità indicibili,
e i rumori ed il lieve fruscio
risuoneranno in te.
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