Fra i suoi sogni
Inventami il prato su cui dormirai
ed il tepore dell'estate
al quale t'abbandonerai;
inventami la notte, manto di velluto,
di stelle germogliata: sarà lenzuolo
che tutta nel sonno t'avvolgerà.
Il tempo allora parrà ruscello
che il corso suo ha smarrito,
sentirai stormi di sogni
su acquerellate ali di farfalla
giungere e dopo svanire.
Inventami petali che di rose e di gigli
ti copriranno, inventami culle coi tuoi baci
perché non infligge pena il pianto
ma è pioggia disciolta in un lamento.
Inventami il tuo profumo,
l'acqua e la terra a cui voglio affidarlo.
Inventami le nostre mani,
le profondità indicibili,
e i rumori ed il lieve fruscio
risuoneranno in te.
Illusione n.1
Su carezze rese forti
abbiamo edificato i tetti
di un perduto quanto inafferrabile piacere.
Entrambi ne siamo usciti sconfitti;
entrambi abbiam visto com'è difficile
amare ed amarsi. Noi: due angeli
col cuore limpido e le ali imbrattate,
noi siamo riusciti a capire quale il segreto
che stringe il petto, anche quando si scambia
ogni sussulto per sublime sentimento.
Divenire
Affondo la mia immaginazione
in luoghi disperatamente lontani,
dove solo il conforto di un ricordo,
un'invenzione del mio dolore, forse,
mi accoglie affettuosamente e
silenziosamente come se mi aspettasse.
Mi rivedo e non sono più io
quel bambino che gioca felice e dà,
così, gioia ai suoi pochi gesti essenziali.
Nella mente si susseguono pensieri,
parole, immagini, odori che, ora,
non sento più miei.
Cos'è successo a ciò che ero?
È diventato ciò che sono!
La realtà è il sogno d'un divenire continuo.
A 20 anni
Non so proprio come
ci sono arrivato. Non so
se è accaduto un po' per volta
oppure è capitato quella notte
mentre ti sognavo. Non so!
Il dubbio di un'età incerta rimane,
rimane la sorpresa per aver vissuto
così tanto, così distrattamente.
Le foglie ingialliscono e cadono,
ed io? Cadrò anch'io
al giungere dell'autunno?
Farò anch'io quel lento sfarfallio
al volere dei venti, quando il sole
si lamenterà per i suoi sorrisi
ancor più brevi? Una voce dal cuore
si sente suonare e ripete assillante: "non so!".
Idea eclissante
Mi riduco, pian piano, al silenzio
quando l'idea della morte
oscura il fluttuare giocoso dei miei
pensieri. Non provo paura,
né eroica rassegnazione, ma solo
silenzio e meraviglia, come se d'improvviso
esplodesse ritmo, suono, rumore e
già diviene sera quando ancora c'è il sole;
sole acre che per me ha perso ogni sapore.
Giuramento Notturno
Io non so dirti cosa sia,
né per quali libecci arrivi,
non so di quale sapore, forse il tuo,
né di quale odore, credo sempre il tuo;
non so davvero dove si nasconda,
dove custodisca il suo segreto.
Io non so dirti, no, non so dirti,
ma soltanto potrei parlarti
di quale devastante cataclisma sia capace,
di quali effetti e sospiri trabocca.
Saprei donarti di questa melodia solo una parte:
parte di quel suo squisito torpore,
quel mistero, quel lieve pizzicore,
e la voce tentennerebbe e non saprei dirti altro.
Svelati, ti scongiuro!!
Elessi il sonno come eterna dimora,
affinché fosse dolce l'incontro,
e l'amarti un fulgido sogno.
Pallido il volto divorato dal nero d'essenza.
Pallida la bocca nella smorfia d'un sorriso
dimezzato da un pianto di luce: pioggia che feconda
di stelle il momento frenetico della passione.
Pallido il naso, pallide le orecchie,
pallidi gli occhi bagnati da silenzio e dolore.
Sono la Poesia, anfora spaventosa
del fallimento umano, misura ed inganno,
gonfia di strazio e porpora; sono follia,
pura follia di tempo senza speranza.
A te ogni sera rivolgo la mia preghiera,
a te le mie fatiche son destinate, per te ciascuna parola vibra.
Ti tenevo fra i più sommersi pensieri,
eri lì, t'osservavo, e teneramente ti cullavo
come si cullano le oniriche nebbie
attendendo la notte, temendo l'alba però.
Bellezza ti chiamavo, ti invocavo,
aspettando tu giungessi chissà da quale paradiso o inferno,
abbracciata a sensuali cherubini dalle chiome fluenti...
Mi illudevo, ora lo so...mentre un gemito raccoglievo
e riponevo in fondo al petto.
Svelati, ti scongiuro!!
Ti annidi negli enigmi degli sguardi, stretta fra le braccia,
ora su labbra scarlatte e umide, ora su seni palpitanti.
Ti nascondi al mio tocco, al mio struggimento...
su di te più e più volte mi gettavo agonizzante,
ritornando ai gigli sbocciati di fresco,
sbocciati con orli insanguinati
e con foglie che grondavano lacrime e corallo.
Svelati, ti scongiuro!!
D'improvviso ti spogliasti di fronte al mio cuore,
simile alle rose tenaci d'inverno dalle cui radici pericolanti,
ma pur sempre saldamente ancorate alla nera madre terra,
prolifica ed esplode un tenero bocciolo irradiante profumi.
Di lì emergesti, da quella foschia, con splendide sembianze umane...
ogni cosa sembrò di colpo fermarsi
incastonandosi in un solo, unico, intenso respiro.
Sì che era morbida quell'immagine proiettata
sulle opache pareti dei giorni;
qualunque sensazione era confusa e spenta:
spente le emozioni, carnefici e mute spettatrici
d'una bramosia dal sapore feroce,
persino i tambureggianti battiti parevano
lentamente spegnersi in una soffice rapsodia.
Melodia, la tua voce lieve giungeva...
ma subito spariva, onda naufraga del desiderio,
mentre violento il silenzio incalzava ed io fermo lì, ingoiato,
quasi sperduto...te, solo te, imploravo e cercavo...
Bellezza inganni, certo confondi!
Svelati, ti scongiuro!!
In te affluiscono i canti dei fiumi
col loro corso incessante e delicato;
in te riaffiorano i bagliori delle estive sere calde,
spiate dal vergine spicchio lunare;
in te...di fronte a te...
il balsamo del sentimento intenso
diviene silenziosamente commossa meraviglia.
Non saprebbe essere il mio pianto nubifragio più ardente,
lento sceso giù per gli impervi vicoli delle viscere,
sceso goccia dopo goccia
e racchiuso nell'intimità inaccessibile dell'amorevole tocco
con cui spesso la mia mano si scopre
sorpresa ad accarezzare la tua.
Nessuna lacrima, ti giuro, andò sprecata!
Pesante ho l'Anima di una tenebra perenne,
ebbra nell'istante dell'abbraccio, trepidante,
Avrei preferito i tuoi baci alla luna,
al vento che sulle mie stanche pupille
sparge afflizioni e singhiozzi.
Ma un bacio...perché così esitante?
Se la parola ha un suono tanto dolce,
quale sciagura potrebbe mai portare?
È un giuramento fatto un po' più da vicino,un indicibile segreto sigillato sulle labbra,
una scintilla, una vertigine, un'alchimia,
un leggero sfiorarsi nell'ora buia
quando il sole muore nell'azzurra stanza delle illusioni.
Ecco cos'è...ma Bellezza fugge, o forse no...
è sempre lì, aspettando che qualcuno
la riconosca fra schiere di ombre e sappia custodirla
nella grazia di una carezza... salvandola da se stessa.
Finirà la tempesta ed il diluvio non annegherà,
rinfrescherà appena quest'Anima affamata;
tanto, se non posso vivere fra i tuoi pensieri, io non vivo affatto,
altri luoghi o sospiri sono roventi deserti in cui non voglio vagare.
Senza di te non riesco neppure a respirare...
dammi sollievo, ti supplico, dammi la cura al mio infido male...
ti prego...prima ch'io cessi di peregrinare dammi tutta te stessa...
una sola volta... una sola... e nelle vene non più sangue
fluirà rapido e vermiglio, ma incanto,
null'altro che incanto e... pace...armonia.
Un'altra notte volge alla fine,
l'ennesima magia spezzata per essere poi riconquistata.
Esistere... fortissimamente esistere,
cercarti e trovarti altre mille e mille volte ancora...
inseguirti sognando... e per me questo sei stata:
uno splendido sogno coagulato e vissuto
in un tenue soffio di vita...
nient'altro che un soffio di vita
da cui Bellezza nacque in quei petali gentili senza nome.
un leggero sfiorarsi nell'ora buia
quando il sole muore nell'azzurra stanza delle illusioni.
Ecco cos'è...ma Bellezza fugge, o forse no...
è sempre lì, aspettando che qualcuno
la riconosca fra schiere di ombre e sappia custodirla
nella grazia di una carezza... salvandola da se stessa.
Finirà la tempesta ed il diluvio non annegherà,
rinfrescherà appena quest'Anima affamata;
tanto, se non posso vivere fra i tuoi pensieri, io non vivo affatto,
altri luoghi o sospiri sono roventi deserti in cui non voglio vagare.
Senza di te non riesco neppure a respirare...
dammi sollievo, ti supplico, dammi la cura al mio infido male...
ti prego...prima ch'io cessi di peregrinare dammi tutta te stessa...
una sola volta... una sola... e nelle vene non più sangue
fluirà rapido e vermiglio, ma incanto,
null'altro che incanto e... pace...armonia.
Un'altra notte volge alla fine,
l'ennesima magia spezzata per essere poi riconquistata.
Esistere... fortissimamente esistere,
cercarti e trovarti altre mille e mille volte ancora...
inseguirti sognando... e per me questo sei stata:
uno splendido sogno coagulato e vissuto
in un tenue soffio di vita...
nient'altro che un soffio di vita
da cui Bellezza nacque in quei petali gentili senza nome.
Luce d'onde
La solitudine mi spaventa...
Luna rovesciata, sbiadita testimone,
ferma spettatrice, desiderata, sospesa,
battuta dal freddo vento, piena, notturna.
Lenta passeggiata bagnata dal silenzio
che spruzzava parole e terra. Onde di luci
infrante sopra i miei occhi persi nei suoi
ad incendiare questo sensuale rapimento,
negazione e patimento, furibonda estasi.
E calava sui nostri pensieri un'opaca atmosfera,
quasi di fiaba, dove un bacio di Regina
sapeva risvegliarmi Re, così leggera la bocca,
vibrante farfalla muta, ha fecondato l'arido orizzonte
a stento sfiorato da un acquazzone d'argento.
Ametista viva, morbido diamante profumato,
smeraldo di raso, giada di seta,
opale di velluto, rubino sanguigno;
il mio paradiso, nato e cresciuto dall'inferno in petto,
ha sembianze di donna, e fra le sue braccia
si sciolgono le tenebre...
Aggrovigliata all'onirico lampo che tutta l'accende,
pare ergersi rinata dal lago palpitante amarene:
sommersa, fragile, splendida, distesa sotto le mie dita.
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